Ashtanga Yoga

secondo la tradizione di Sri K. Pattabhi Jois

L’Ashtanga Yoga è una disciplina antichissima, che deriva dagli insegnamenti di Sri K. Pattabhi Jois (fondatore dell’Ashtanga Yoga Research Institute di Mysore, in India) e del suo maestro Sri T. Krishnamacharya.
Patanjali, autore degli Yoga Sutra, descrive gli otto aspetti dello Yoga come i rami di un albero.
“Ashtanga”, infatti, significa “otto rami” (Yama=Discipline etiche; Niyama = Auto osservazione; Asana = Posture; Pranayama = Controllo del respiro; Pratyahara = Controllo dei sensi; Dharana = Concentrazione; Dhyana = Meditazione; Samadi = Stato di beatitudine e pace).
Se si pratica con regolarità e consapevolezza, l’albero descritto da Patanjali inizia a germogliare: la pratica è il solo modo di alimentarlo, come era solito ripetere lo stesso Sri K. Pattabhi Jois (“99 % pratica e 1 % teoria).
Diversamente da altre forme di attività fisica, in cui l’energia sviluppata viene dispersa (ad esempio, chi corre scarica l’energia sulla superficie calpestata), l’energia che si produce nell’Ashtanga Yoga resta all’interno del corpo, attraverso la chiusura di valvole energetiche chiamate “bandhas” (mulabandha, uddiyana bandha e jalandhara bandha) e si distribuisce nel corpo attraverso canali energetici chiamati “nadi”.
Lo yoga ha l’effetto di liberare questi canali energetici, permettendo così all’energia vitale (prana) di fluire liberamente nel corpo, andando a curare le parti del nostro organismo che ne hanno bisogno. Si tratta, dunque, di una pratica curativa, basata sul concetto che il corpo possiede tutte le risorse necessarie per curarsi. A differenza di altri tipi di yoga, l’Ashtanga si insegna respiro per respiro, movimento per movimento. Si basa, infatti, su una sequenza ben precisa di movimenti sincronizzati con il respiro (vinyasa). Il vinyasa è il collegamento tra una postura e quella successiva e ci consente di unire il modo interiore a quello esteriore. L’atto respiratorio ed il movimento convergono a creare una danza ritmica senza interruzioni, attraverso la quale si sviluppa un’intensa energia.
La corretta respirazione (ujjayi) riveste un’importanza fondamentale nella pratica dell’Ashtanga Yoga.
Sincronizzando il respiro con il movimento e chiudendo le valvole energetiche (bandhas) si produce un intenso calore interno che purifica i muscoli e gli organi, facendo espellere le tossine.
Il risultato è un corpo forte e leggero.
Lo Yoga, tuttavia, è molto di più: è una forma di meditazione.
La meditazione è lo spazio tra due pensieri, si verifica quando la nostra mente non pensa.
Il primo passo verso la meditazione è la concentrazione.
Non si può praticare Yoga in maniera corretta se non si è concentrati sul respiro e sulle chiusure energetiche.
L’effetto è che, durante tutta la pratica, la mente si concentra su questi aspetti e non pensa. Pensare è la cosa che ci fa sprecare più energie e la vita moderna, con i suoi ritmi frenetici, ci induce a pensare continuamente. Ebbene, con lo Yoga si allena la mente a non pensare. Questo consente alla nostra mente - e, di conseguenza, al nostro corpo - di ricaricare le batterie. Se praticato correttamente, lo Yoga fa sentire bene, energizzati, positivi, euforici. E’ l’effetto delle endorfine, che circolano liberamente nel corpo attraverso canali energetici sempre più liberi. La pratica dell’Ashtanga Yoga ha evidenti effetti tangibili. Il più evidente è quello di rendere il corpo forte, flessibile e armonioso. Tuttavia, gli effetti più profondi sono quelli invisibili. I benefici dello Yoga sono infiniti, poiché ogni postura ha effetti curativi su specifici organi del corpo. Col tempo e con l’esercizio costante, inoltre, nutriamo gli otto “rami” dello Yoga, divenendo più consapevoli delle nostre azioni e del nostro modo di interagire con il mondo intorno a noi. Le asana (posture), pertanto, non sono che uno degli aspetti rilevanti dell’Ashtanga Yoga, una disciplina in grado di curare il corpo fisico, la mente e l’anima. Se praticato regolarmente, l’Ashtanga Yoga conduce chi lo pratica ad una maggiore consapevolezza fisica, psicologica e spirituale. L’Ashtanga Yoga può essere interpretato come uno strumento per mantenersi fisicamente in forma o come un percorso volto ad esplorare la propria spiritualità: in entrambi i casi, esiste un solo metodo per raccoglierne i benefici ed è la pratica!